Interventi riabilitativi individualizzati per pazienti psicotici: il Training Cognitivo Computerizzato ed il Social Skills Training

Molte delle persone affette da sindromi psicotiche presentano disabilità nel funzionamento personale e nella vita di relazione tali da limitare fortemente il loro reinserimento sociale e da determinare stigma e svantaggi sociali. Per molti di questi pazienti, programmi di intervento che favoriscano il recupero o l'acquisizione di abilità di vita indipendente possono rappresentare potenti mezzi per una più soddisfacente qualità di vita.

Diversi studi hanno riscontrato che la disabilità sociale dei pazienti psicotici è strettamente correlata con la compromissione delle funzioni cognitive che essi presentano. Le principali disfunzioni cognitive riscontrate in questi pazienti riguardano l'attenzione, alcuni aspetti della memoria, e le cosiddette funzioni esecutive.

Tali studi hanno stimolato l’attuazione, in via sperimentale, di specifici programmi di riabilitazione cognitiva per queste stesse funzioni. L'esperienza fin qui disponibile sull'efficacia di un programma riabilitativo basato sul training cognitivo sembra indicare che esso consente di migliorare le disfunzioni rilevate per mezzo di specifici test, ma tale miglioramento non sempre si generalizza agli altri ambiti di vita del paziente, che talora continua a mostrare problemi nei contesti sociali. Un problema degli interventi di riabilitazione cognitiva finora utilizzati è rappresentato dalla mancanza di personalizzazione di tali interventi, per cui i pazienti sono esposti ad esperienze frustranti o troppo elementari per rivestire per loro qualunque interesse.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che le persone affette da un disturbo schizofrenico presentano una compromissione delle abilità sociali. Secondo alcuni studi, il Social Skills Training (SST) rappresenta un intervento efficace per migliorare tale compromissione. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l’SST possa incrementare le abilità nelle relazioni interpersonali e anche ritardare, o addirittura ridurre, la probabilità di ricaduta nei pazienti schizofrenici. Anche in questo caso un problema metodologico importante potrebbe essere rappresentato dalla mancata personalizzazione degli interventi cioè la proposizione di compiti troppo difficili per i pazienti o troppo semplici, o anche troppo lontani dalle loro esigenze con un conseguente calo di motivazione rispetto alla prosecuzione dell’intervento.

A partire da queste considerazioni e dall’assunto che la schizofrenia è un disturbo della cognizione e della competenza sociale, il nostro gruppo ha sviluppato due programmi riabilitativi individualizzati che prevedono l’allenamento delle funzioni cognitive con il training cognitivo e delle abilità sociali con l’SST.