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Centro per la cura dei disturbi psicotici acuti e cronici

Responsabile: Prof.ssa Silvana Galderisi

Psicosi

Il termine "psicosi" è usato per indicare determinati sintomi psichiatrici. Non è un termine particolarmente utile poiché si riferisce ai sintomi piuttosto che ad una diagnosi specifica ed include molte patologie che hanno poco in comune tra loro, come la schizofrenia, il disturbo bipolare, i disturbi schizoaffettivi, le bouffée deliranti, la depressione e la demenza. Anche l'uso di droghe o alcool, alcune malattie neurologiche o traumi cerebrali possono causare un episodio psicotico.

La psicosi è una condizione clinica in cui una persona ha un contatto con la realtà differente rispetto alla maggior parte della gente.

La psicosi può manifestare in diversi modi, ad esempio può accadere di:

  • percepire cose che non sono realmente in quel luogo (allucinazioni)
  • avere esperienze e credenze che non sono reali (deliri)
  • Avere problemi nel pensare chiaramente (ad esempio perdere il filo del discorso, fare fatica ad ascoltare una conversazione o a leggere il giornale, avere l'impressione che i pensieri siano inseriti dall'esterno, o che possano essere uditi da tutti, o addirittura pensare che siano stati sottratti).

Segni e sintomi precoci

Cambiamenti Comportamentali
Scarsa cura dell'igiene personale, agitazione, comportamento autolesivo (tagliarsi, farsi bruciature, etc.), iperattività o inattività (o un'alternanza delle due), assunzione di strane posizioni del corpo, comportamenti bizzarri, abuso di droga o di alcool, senso di accelerazione per diversi giorni di seguito, gravi disturbi del sonno.
Cambiamenti del Pensiero e della Percezione
False credenze religiose, sensazione che le cose intorno non siano più le stesse, accelerazione ed aumento del flusso del linguaggio, tale che gli altri hanno difficoltà ad interrompere il discorso, riduzione dell'eloquio, problemi di memoria, aumentata distraibilità, difficoltà a concentrarsi, pensare di avere poteri particolari, allucinazioni.
Cambiamenti Sociali
Riduzione dei rapporti sociali, riduzione di tutte le attività praticate, timore di toccare persone o oggetti, paura della gente, sospettosità, isolamento.
Cambiamenti Emotivi
Incapacità a piangere o ad esprimere gioia, sentirsi eccessivamente agitato o irritabile, emozioni non adeguate alla situazione o al pensiero, calo della motivazione.

Schizofrenia

La schizofrenia è una patologia mentale che interferisce con la capacità della persona di distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, di pensare in modo chiaro, di dare dei giudizi, di comunicare e di gestire le emozioni.

I disturbi schizofrenici sono caratterizzati da alterazioni della percezione e del pensiero, e da affettività inappropriata o appiattita.

I pensieri più intimi, i sentimenti e le azioni sono spesso vissuti come condivisi o conosciuti dalle altre persone e si possono sviluppare dei deliri secondari in cui forze naturali o sovrannaturali sono ritenute essere in azione per influenzare le azioni ed i pensieri del soggetto in modo spesso bizzarro.

Le allucinazioni, specialmente uditive, sono comuni: la persona può sentire delle voci che commentano il proprio comportamento ed i propri pensieri. La percezione può essere disturbata anche in altri modi: i colori, gli odori o i suoni possono sembrare oltremodo vividi o alterati qualitativamente.

Nello stadio iniziale l'individuo può essere disorientato e spesso credere che le situazioni di tutti i giorni possiedano un significato speciale, solitamente sinistro, e diretto alla propria persona.

L'esordio può essere acuto, con comportamento gravemente disturbato oppure può essere insidioso, con uno sviluppo graduale di idee ed atteggiamenti bizzarri.

Il decorso della patologia è estremamente variabile e non conduce inevitabilmente alla cronicità ed al deterioramento. In una percentuale di casi, che può variare nelle diverse culture e popolazioni, l'esito è rappresentato dal completo, o quasi completo, recupero.

Sintomi positivi

I deliri sono pensieri di cui le persone sono fermamente convinte a dispetto di qualunque evidenza del contrario. Le persone deliranti possono credere di essere perseguitate, di avere poteri particolari o possedere talenti speciali, oppure possono credere che i loro pensieri e le loro azioni siano controllati da forze esterne e quindi possono agire in modo strano a causa della presenza di queste convinzioni.

Le allucinazioni sono delle percezioni immaginarie, quelle più comuni sono di tipo uditivo: la persona sente delle voci immaginarie che danno, alla persona che le sente, comandi o fanno commenti sulla persona stessa, oppure parlano tra di loro. Vi possono essere disturbi del pensiero che sono resi evidenti da ciò che le persone dicono e da come lo dicono. Il discorso può essere difficile da seguire perché salta da un argomento all'altro senza un chiaro nesso logico. Nei casi gravi, il discorso può essere così strano e senza significato che è praticamente impossibile da capire. Alcune persone affette da schizofrenia si comportano in modo strano (ad es. si spogliano in pubblico). Possono fare gesti strani, avere espressioni facciali particolari, fare smorfie o assumere strane posizioni con il corpo senza apparente motivo.I sintomi positivi sono relativamente facili da riconoscere. Comunque, la presenza di allucinazioni o deliri non è necessariamente indice di schizofrenia. Questi stessi sintomi possono essere presenti nelle persone che abusano di alcool o di droghe o che soffrono di depressione grave, mania, danni cerebrali o altre malattie mediche.

Sintomi negativi

Le persone che soffrono di schizofrenia sembrano spesso emotivamente strane, ad esempio possono non essere in grado di mostrare le emozioni con i gesti o cambiando l'espressione del viso ed il tono della voce, possono non avere alcuna reazione emotiva ad eventi tristi o felici oppure possono reagire in maniera non appropriata.La schizofrenia può ridurre le motivazioni della persona, interferendo con la sua capacità lavorativa e la partecipazione alle attività ricreative. Queste persone sembrano essere disinteressate alle attività quotidiane, come ad esempio pulire la casa e cucinare, o nei casi estremi, non curare l'igiene personale e l'alimentazione.

Possono, inoltre, esserci difficoltà a fare e mantenere delle amicizie o conoscenze e delle relazioni sentimentali. I rapporti con gli altri possono essere superficiali, nei casi estremi la persona può evitare in maniera attiva tutti i rapporti sociali.

I sintomi negativi della schizofrenia sono spesso interpretati dagli altri come un segno di pigrizia o come un comportamento rivolto ad infastidire gli altri, piuttosto che come una parte della malattia.

Spesso la sintomatologia negativa, in assenza di quella positiva, viene trascurata, ma le persone che presentano solo sintomi negativi hanno ugualmente bisogno di aiuto. Diversamente dai sintomi positivi, i sintomi negativi sono alterazioni più subdole che spesso non sono riconosciute come sintomi della malattia. è spesso difficile dire se i sintomi negativi fanno parte della schizofrenia in sé o sono il risultato di altri problemi. La capacità della persona di lavorare, interagire con gli altri e prendersi cura di sé durante le fasi di remissione dei sintomi positivi, dipende in gran parte dalla gravità dei sintomi negativi residui.

Importanza dell'intervento precoce

L'esordio di una psicosi può essere brusco, ma tipicamente è preceduto da cambiamenti nel modo di comportarsi delle persone che possono durare settimane, mesi o persino anni.

I familiari e gli amici, solitamente, hanno una vaga consapevolezza che il comportamento dei loro cari è diventato strano o che la persona non sembra più la stessa. Il numero, la durata e la gravità dei segni precoci differiscono da persona a persona. è importante valutare se questi comportamenti interferiscono con la capacità dell'individuo di svolgere le sue attività a casa, a scuola, al lavoro e nel tempo libero.

Attualmente gli interventi sono efficaci e, nella maggior parte dei casi, le persone hanno la possibilità di tornare a una vita normale. La diagnosi ed il trattamento precoce sono necessari per un esito favorevole del disturbo, al contrario, quanto più è lungo il periodo in cui la malattia non viene trattata, tanto più è difficile ottenere risultati positivi e più grande è la probabilità di ricaduta.

Purtroppo, gli studi indicano che l'intervallo tra i primi segni della malattia ed il trattamento è, in media, di circa tre anni per la schizofrenia e di circa un anno per le psicosi acute.

Poiché ignorare i segni precoci di psicosi e quindi ritardare il trattamento, può essere un danno, è importante adottare interventi mirati a far si che le psicosi siano riconosciute il più presto possibile.

Trattamenti

Lo sviluppo di una vasta gamma di farmaci e di interventi psicosociali ha enormemente migliorato l'esito della schizofrenia. Gli antipsicotici possono aiutare a controllare i sintomi della malattia, ma possono contemporaneamente indurre gravi effetti collaterali. Attualmente si stanno cercando terapie più sicure ed efficaci. Gli interventi psicosociali possono aiutare i pazienti e le loro famiglie a gestire la malattia in modo più efficace, a ridurre le disfunzioni sociali e favorire la reintegrazione delle persone affette da questa malattia.

Tra i principali componenti per il trattamento della schizofrenia vi sono:

  • Farmaci per alleviare i sintomi e prevenire le ricadute
  • Interventi di riabilitazione per aiutare i pazienti a reintegrarsi nella comunità ed acquisire abilità sociali e lavorative

Intervento farmacologico

I farmaci utilizzati attualmente per trattare la schizofrenia vengono divisi in due gruppi: Antipsicotici tipici (chiamati anche neurolettici) e nuovi antipsicotici (chiamati anche antipsicotici atipici). Gli antipsicotici tipici sono stati introdotti nella pratica clinica fra l'inizio e la metà degli anni '50. Questi farmaci si sono dimostrati utili nel ridurre, e alcune volte eliminare, i sintomi positivi della schizofrenia come disturbi del pensiero, allucinazioni e deliri. Sfortunatamente non sembrano così efficaci nel ridurre i sintomi negativi come l'apatia, il ritiro sociale e la povertà dell'eloquio. Se questi farmaci sono assunti costantemente, possono anche ridurre il rischio di ricadute. L'introduzione di farmaci antipsicotici efficaci ha reso possibile il trattamento nella comunità dei pazienti affetti da schizofrenia, riducendo quindi i ricoveri ospedalieri.

Mentre negli anni passati l'obiettivo dello sviluppo di nuovi farmaci era quello di ridurre i sintomi positivi come le allucinazioni e i deliri, recentemente i ricercatori stanno lavorando per sviluppare farmaci antipsicotici che abbiano meno effetti collaterali e siano più efficaci sia sui sintomi positivi che su quelli negativi; questo aiuterebbe molto a migliorare la qualità della vita dei pazienti e avrebbe un impatto positivo sulla cura e sullo svolgimento di programmi di riabilitazione. I termini "nuovo" o "atipico" vengono utilizzati per far riferimento a questo gruppo di farmaci. Il tratto caratteristico dei nuovi antipsicotici è il minor rischio di indurre effetti collaterali neurologici. Inoltre, questi nuovi farmaci sembrano in grado di migliorare i sintomi negativi e alcuni deficit cognitivi legati alla malattia.

Interventi riabilitativi

La qualità della vita di molti pazienti affetti da psicosi cronica può essere migliorata dall'implementazione di programmi di intervento che favoriscano il recupero o l'acquisizione di abilità sociali e lavorative.

I programmi di riabilitazione psicosociale rappresentano attualmente un gruppo eterogeneo di terapie che spazia dalla terapia occupazionale a sofisticati interventi per il miglioramento delle abilità di comunicazione, di gestione dei conflitti interpersonali o di ricerca e mantenimento di un lavoro.

Molti programmi di riabilitazione psicosociale attualmente applicati prevedono che il paziente sia attento per un tempo protratto, che ricordi alcune istruzioni e che abbia la capacità di organizzare e pianificare la propria attività. Di fatto, nei pazienti psicotici cronici, in particolare in quelli affetti da schizofrenia, è stata mostrata la presenza di disfunzioni a carico dell'attenzione, della memoria e delle funzioni esecutive. E' stato inoltre riscontrato che mentre i sintomi presentano solo una bassa correlazione con il grado di disabilità dei pazienti, i deficit neurocognitivi mostrano invece con esso una correlazione più elevata.

Tali considerazioni hanno stimolato l'inclusione, in via sperimentale, di specifici programmi di riabilitazione neurocognitiva per l'attenzione, la memoria e le funzioni esecutive nell'ambito degli interventi psicosociali più avanzati ed integrati.

Progetti di ricerca